HOMO POLLUENS

 “Al giorno d’oggi tutto pare importante eccetto il contenuto dell’opera.
L’arte non è altro che  una questione di testura, di spazio,

di relazioni formali, ma dove non c’è contenuto, può esserci

una forma? “
 ll soggetto di questa serie  di quadri è “ l’Homo Polluens ”, successore dell’homo sapiens, cioè noi.

Non è singolare che polluere, in latino, significhi tanto inquinare quanto fecondare e che la razza umana, oggi, come i dinosauri del giurassico e del cretaceo, stia invadendo tutto l’habitat terrestre?

Quanto tempo ci resta prima di scomparire come i dinosauri? prima di essere soffocati dai nostri propri rifiuti?
 Qualsiasi cosa ne possiate pensare non ho voluto fare
di questi personaggi dei mostri, benché sia mostruoso averli chiusi in una prigione, così stretta, così esigua, che li racchiude come una pelle; ma non  siamo forse rinchiusi nella prigione dei nostri pregiudizi? delle nostre necessità fasulle sempre reinventate e sempre insoddisfatte?, delle nostre insoddisfazioni  pasciute?
 E, racchiusi  nelle loro prigioni, ho voluto separarli dalla natura, la loro schiava poiché siamo sovrani, anzi tiranni,
che non abbassano lo sguardo verso il mondo che per riceverne servizi  e adulazioni.
Ed è forse a causa di questa attitudine di “signore”
che l’angoscia ci preme, perché non abbiamo saputo capirlo questo mondo, nostro schiavo, forse per non aver saputo capire neppure noi stessi.
  Comunque, che l’angoscia sia benvenuta se ci aiuterà a liberarci.


 

1975/77

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